Promozione della Salute per una Medicina Sostenibile


Il progresso in campo medico-sanitario e alimentare ha creato le condizioni per un aumento della longevità e una riduzione della mortalità legata a malattie acute ed un tempo senza rimedio.

L’aumento della longevità della popolazione ha, però, generato un parallelo incremento delle malattie croniche tipiche dell’età avanzata (che non sempre vengono adeguatamente trattate dalla medicina e dagli operatori sanitari), le quali, più che mortalità, determinano morbilità, disabilità, riduzione di autonomia e della qualità della vita personale, cui si accompagna aumento dei costi sociali ed economici.

Nel medesimo tempo, i media instillano nelle persone, continuamente e con metodi molto persuasivi, l’esigenza di essere sempre efficienti, come se si fosse in uno stato di perenne giovinezza, creando in tal modo psicologicamente uno iato profondo tra il desiderio di star bene (= benessere) e la realtà psico-fisica del soggetto.

Oggi si è raggiunta la consapevolezza che una buona salute, non solo è una risorsa significativa per la persona ed elemento imprescindibile per godere di una eccellente qualità di via, ma costituisce anche un fattore importante per lo sviluppo sociale ed economico dell’intera comunità.

Il benessere personale, infatti, non è solo affare privato, ma riguarda l’intera comunità.

Oggi prevale la convinzione che la “Promozione della Salute” va al di là del ristretto settore medico-sanitario e ad essa non sono assolutamente estranei fattori politici, economici, sociali, culturali, ambientali, comportamentali, oltre che biologici; i quali tutti possono tanto favorire, quanto danneggiare la salute, la quale consiste in una condizione di sostanziale benessere fisico e psichico dovuta ad una buona funzionalità dell’organismo.

Ogni essere umano ha nel proprio DNA un programma biologico che determina la velocità di invecchiamento, che comincia fin dalla giovinezza, ma l’età biologica non sempre coincide con quella cronologica e lo stato di salute non è necessariamente legato all’età anagrafica.

La geriatria, prescindendo dall’età, distingue, per definire lo stato di salute, tra anziani di successo (= senza disabilità), anziani usuali (= con malattie comuni all’età), anziani accelerati (= non autosufficienti).

La salute non è una condizione statica, ma è un processo in continuo cambiamento, una condizione dinamica che si misura con l’efficienza dell’organismo.

La salute non è un aspetto che emerge solo quando si va dal medico, ma è una condizione dell’esistenza, che si vive e si costruisce nella quotidianità e nell’ambiente, mediante le scelte di ogni giorno.

La “Promozione della Salute” (PS) è un fatto culturale prima che sanitario; è un processo che, attraverso il controllo da parte dell’individuo dei fattori determinanti della salute, hanno incidenza positiva su di essa e sono in grado di preservarla e di migliorarla.

La “Promozione della salute” è un concetto che anticipa quello di “Prevenzione”, perché consente:

  • di ottenere una maggiore economicità per il mantenimento della salute e maggior stimolo all’impegno attivo durante e per la propria esistenza,
  • di acquisire e di mantenere il più a lungo possibile autonomia psico-fisica,
  • di utilizzare tutte le strategie possibili per rallentare i naturali processi di degenerazione biologica,
  • di mettere in grado le persone di imparare, durante tutta la propria vita, a prepararsi ad affrontare nel modo migliore le proprie diverse tappe dell’esistenza e di saper affrontare e fronteggiare i disturbi e le malattie croniche che tipicizzano la vecchiaia, cioè quella fase più avanzata del ciclo biologico nella quale si manifestano inevitabilmente i fenomeni dell’irreversibile decadimento dell’organismo.

La “Promozione della Salute” educa l’uomo a mantenere e anche a potenziare le proprie risorse psico-fisiche, consentendogli una migliore e più duratura qualità della vita e, nel contempo, rende più sostenibile economicamente la sanità.

Attraverso la “Promozione della Salute”, la così detta “Terza Età” resta ancora compatibile con uno stato di benessere e la persona, se sa prendersi cura di se stessa, sarà in grado di vivere in pienezza la propria esistenza, non solo più a lungo, ma più a lungo in uno stato di benessere, sia sul piano fisico, psicologico e anche sociale.

Oggi si parla molto di “Active Ageing” inteso come un nuovo modo di concepire l’invecchiamento.

Se nel passato la “Terza età” era tout court sinonimo di malattia, limitazione, solitudine, oggi viene culturalmente riproposta come un periodo della vita durante il quale è ancora possibile vivere pienamente la propria esistenza sul piano fisico, psicologico e sociale in uno stato di sostanziale benessere.

Il cambiamento culturale della percezione della terza età è indubbiamente frutto del progresso della medicina, che ha consentito, assieme ad un generalizzato miglioramento delle condizioni di nutrizione ed igieniche, un aumento considerevole della durata della vita, sicché oggi raggiungere la “Terza Età” non è più un miraggio o la possibilità di pochi fortunati, ma una prospettiva aperta a tutti.

Tuttavia, occorre controllare e ben gestire tutti quei fattori che determinano la “salute” e che sono in grado di mantenerla più a lungo possibile, come osservare una dieta sana, praticare esercizio fisico regolarmente, coltivare interessi e amicizie, favorire attorno a sé la presenza di un ambiente idoneo.

La salute deve essere intesa come una risorsa per la vita, che consente di raggiungere l’obiettivo del vivere in una situazione di benessere più costante e più duratura.

La salute è un concetto positivo, perché solo per messo suo si valorizza le risorse personali dell’individuo e quelle sociali della comunità. 

La “PS” non è una medicina alternativa, ma, costituisce un percorso che è il primo anello della medicina tradizionale ed è alla portata di tutti, senza spesa, senza strutture ed “adottarla” è crearsi “la pensione” per un futuro di qualità.

Ogni individuo deve e può essere in grado di praticare la “protezione della salute”, favorendo tutte le condizioni necessarie che la determinano e, così, poter realizzare, anche in età avanzata, le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, cambiare in senso favorevole l’ambiente circostante e viverlo in pienezza.

L’azione della “PS” punta a rendere operanti queste condizioni, specialmente nelle nostre società moderne, che richiedono sempre più il raggiungimento di obiettivi complessi per il cui conseguimento la salute è indispensabile. 

Occorre fare una rivoluzione copernicana sul pensiero della “salute”, spostando il fulcro dell’attenzione dalla malattia e dalla mera necessità di curare le patologie (= faccio questo per eliminare i dolori), al pensiero positivo sullo sviluppo ed il potenziamento della salute (= mi comporto così perché in questo modo non mi vengono i dolori).

Se la salute genera condizione di benessere determinato da una buona funzionalità dell’organismo, questa condizione ben può sussistere indipendentemente dall’età anagrafica, se è stata favorita ed incoraggiata da un costante opportuno stile di vita.

Questo è ciò che si chiama “Promozione della salute”.

Ed è ciò, anche, che “Movertebra” del Dott. Raul Giunta, prendendo come guida i dettami dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in materia di medicina preventiva, si pone come obiettivo, che consiste nell’ ottimizzare l’utilizzo delle proprie risorse personali, al fine di conseguire e mantenere il più a lungo possibile l’autosufficienza e nel contempo, prolungare la “senescenza” intesa come lo stato di inizio del decadimento biologico, cui segue lo stato di vecchiaia, che è la fase più avanzata del ciclo biologico legata all’età e caratterizzata da forte indebolimento e vistosi decadimenti psico-fisici irreversibili.

Informando e formando alla salute durante tutte le tappe della vita è possibile prolungare lo stato di senescenza e relegare la vecchiaia il più lontano possibile e, così, godere più a lungo di uno stato di benessere anche durante la senescenza, alla quale deve essere attribuita un’accezione positiva, potendosi ad essa senz’altro ancora associare salute, vitalità e una accettabile qualità della vita.

Ed è ciò che oggi viene chiamato “active ageing”, ovvero invecchiamento attivo.

Gli inestricabili legami che esistono tra le persone e l’ambiente in cui esse vivono, così come i cambiamenti dei modelli di vita, di lavoro e del tempo libero, hanno un importante impatto sulla salute e tutto ciò costituisce la base per un approccio socio-ecologico alla salute.

La “PS” favorisce le condizioni di vita stimolanti, soddisfacenti e piacevoli; sostiene lo sviluppo individuale e sociale, fornendo l’informazione e l’educazione giuste per la salute e consente di migliorare le abilità per la vita quotidiana e, a sua volta, genera un maggiore controllo sullo stato della propria salute. 

La “PS” consente di conseguire l’aspirazione di una condizione di salute prolungata e stabile ad un livello di medicina economicamente sostenibile per la società, a chiunque accessibile, psicologicamente armonico e in grado di soddisfare una ragionevole parte di bisogni e di aspettative della persona anche in età avanzata.

Data pubblicazione: 10/04/2019

Argomento: Promozione della Salute